
Per Expo 2020 Dubai, i-Mesh ha sviluppato un sistema di schermatura solare in tessuto architettonico su larga scala, progettato da Werner Sobek per garantire comfort ambientale e protezione lungo le tre aree tematiche della Promenade.
Con una superficie di oltre 54.000 metri quadrati, il progetto rappresenta uno dei più estesi esempi di architettura tessile applicata a spazi pubblici in un contesto ad alta complessità climatica e funzionale.
L’intervento combina materiali leggeri ad alte prestazioni, progettazione su misura e integrazione con sistemi architettonici esistenti, contribuendo alla definizione di un ambiente urbano più vivibile, anche in condizioni estreme.
Un elemento distintivo del progetto è il disegno del pattern della superficie tessile, concepito non solo come scelta estetica o prestazionale, ma come dispositivo in grado di mettere in relazione tecnologia e cultura.
La trama sviluppata per il sistema i-Mesh è stata infatti progettata in dialogo con il contesto geografico e culturale di Dubai e dell’area espositiva di Expo 2020. L’obiettivo non era semplicemente quello di creare una superficie tecnica per la schermatura solare, ma di costruire un segno architettonico capace di interpretare il luogo attraverso il linguaggio della materia tessile.
Il pattern diventa così un elemento narrativo: una superficie che traduce, in forma astratta e contemporanea, riferimenti culturali legati al contesto mediorientale, alla luce, alla percezione del vuoto e alla relazione tra ombra e spazio.
Questa stratificazione permette di superare l’idea di mesh come soluzione standardizzata e puramente funzionale. Nel caso di i-Mesh, la superficie non è mai neutra: è sempre progettata in relazione al contesto, diventando parte integrante dell’identità del progetto architettonico.
È proprio in questa integrazione tra performance tecnica e interpretazione culturale che si definisce la specificità del sistema: una tecnologia che non si limita a rispondere a requisiti funzionali, ma che costruisce significato nello spazio.
Il sistema si sviluppa lungo i distretti Sustainability, Mobility e Opportunity, configurandosi come una struttura tessile ombreggiante continua che accompagna il percorso della Promenade.
Non si tratta semplicemente di una copertura, ma di una vera e propria pelle architettonica traspirante, capace di modulare l’irraggiamento solare senza compromettere la permeabilità visiva e la ventilazione naturale.
La luce viene filtrata, mai completamente bloccata. Questo consente di mantenere una relazione costante tra spazio costruito e ambiente esterno, evitando l’effetto di chiusura tipico delle soluzioni più rigide.
Allo stesso tempo, il sistema contribuisce alla riduzione del 3% della temperatura percepita migliorando il comfort degli utenti e rendendo gli spazi esterni più accessibili durante l’intero arco della giornata.
In questo senso, la copertura non è solo un elemento tecnico, ma un dispositivo ambientale che agisce in modo continuo.
Uno degli aspetti centrali del progetto è l’introduzione di un sistema tessile retrattile, progettato per adattarsi alle variazioni climatiche e alle esigenze operative della Promenade.
La possibilità di aprire e chiudere ampie superfici consente di modificare il comportamento dell’involucro in tempo reale, rispondendo all’intensità della radiazione solare, alla presenza di eventi o a necessità di manutenzione.
Questa flessibilità introduce una nuova dimensione nella progettazione delle facciate. L’involucro non è più statico, ma diventa un elemento dinamico, capace di interagire con l’ambiente e con le attività che ospita.
Il risultato è un sistema che non si limita a proteggere, ma partecipa attivamente alla gestione dello spazio, adattandosi nel tempo e contribuendo alla qualità complessiva dell’esperienza.
Ogni componente del sistema è stato sviluppato come una soluzione in mesh architettonica su misura, calibrata in base alle specifiche esigenze geometriche e prestazionali del progetto.
La complessità dell’intervento ha richiesto un processo integrato, in cui progettazione parametrica, ingegnerizzazione e produzione hanno lavorato in stretta sinergia.
Il materiale non è stato applicato a posteriori, ma pensato fin dalle prime fasi come parte integrante del progetto architettonico.
Questo approccio ha permesso di ottimizzare la relazione tra forma, funzione e prestazioni, garantendo al tempo stesso precisione esecutiva e qualità estetica.
i-Mesh diventa così un elemento attivo, capace di tradurre le esigenze progettuali in una soluzione concreta, adattabile e scalabile.
Intervenire su una superficie di questa scala richiede l’utilizzo di materiali che combinino leggerezza strutturale, resistenza e durabilità.
Il sistema tessile sviluppato per Expo Dubai risponde a queste esigenze offrendo prestazioni elevate in termini di schermatura solare e comportamento ambientale, senza gravare sulle strutture portanti.
La riduzione dei carichi consente di coprire ampie superfici con un impatto minimo, facilitando l’integrazione con infrastrutture esistenti e riducendo la complessità costruttiva.
Allo stesso tempo, il materiale contribuisce alle strategie di raffrescamento passivo, limitando l’accumulo di calore e migliorando l’efficienza energetica complessiva degli spazi.
Questo equilibrio tra leggerezza e performance rappresenta uno degli aspetti chiave dell’architettura tessile contemporanea.
Oltre alla sua funzione tecnica, il sistema incide direttamente sulla qualità dello spazio pubblico.
In un contesto come quello di Dubai, caratterizzato da temperature elevate e forte irraggiamento solare, la possibilità di creare zone ombreggiate e ventilate diventa fondamentale per garantire la fruibilità degli spazi esterni.
Il sistema tessile agisce come un filtro, regolando luce e calore senza interrompere la continuità visiva e spaziale.
Questo approccio consente di mantenere una relazione aperta con l’ambiente, evitando soluzioni chiuse o completamente climatizzate.
Si definisce così un nuovo modo di progettare lo spazio pubblico, in cui il comfort non è ottenuto isolando, ma modulando le condizioni ambientali.
L’architettura diventa un’interfaccia tra corpo e clima.
Il progetto sviluppato per Expo 2020 Dubai rappresenta un momento significativo nell’applicazione di sistemi di architettura tessile su larga scala.
Operare in un contesto internazionale di questa complessità ha richiesto la capacità di integrare design, ingegneria e produzione all’interno di un processo coordinato e altamente specializzato.
Il risultato dimostra come soluzioni basate su facciate tessili e sistemi ombreggianti avanzati possano rispondere a esigenze tecniche, ambientali e progettuali in modo efficace e flessibile.
Allo stesso tempo, evidenzia il ruolo crescente dei materiali leggeri e adattivi nella definizione dell’architettura contemporanea.
Non si tratta solo di coprire o proteggere, ma di costruire una relazione più articolata tra spazio, clima e utilizzo.
In questo senso, il progetto non è solo un intervento tecnico, ma un contributo a una visione più ampia dell’architettura, in cui materiali e sistemi diventano strumenti attivi nella costruzione dell’esperienza.
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