
Alla Expo 2025 Osaka, il racconto dell’Italia contemporanea prende forma attraverso architetture, materiali e visioni capaci di coniugare memoria e futuro. Nel cuore di questo scenario, il Padiglione Italia si è distinto come un manifesto di cultura progettuale e innovazione. Proprio all’interno di questo spazio si è svolta la Settimana delle Marche, occasione strategica per presentare al pubblico internazionale il meglio del territorio. Tra i protagonisti, i-Mesh ha assunto un ruolo centrale, non solo come azienda espositrice, ma come eccellenza marchigiana già parte integrante del progetto architettonico del Padiglione.
Il Padiglione Italia, progettato da Mario Cucinella, nasce da un’idea potente: reinterpretare in chiave contemporanea il concetto di città ideale rinascimentale. L’ispirazione dichiarata è il dipinto “La Città Ideale” attribuito a Luciano Laurana, simbolo di equilibrio prospettico, armonia e centralità dell’uomo nello spazio urbano.
Questa visione si traduce in un’architettura che unisce estetica e funzione, memoria storica e sostenibilità. In tale contesto, il tessuto tecnologico di i-Mesh è stato scelto da Mario Cucinella come parte integrante della progettazione del Padiglione. Non un semplice rivestimento, ma un elemento capace di contribuire al controllo della luce, alla qualità ambientale e alla resa scenografica degli spazi. La selezione di un’azienda marchigiana per un progetto di tale rilievo internazionale rappresenta un riconoscimento significativo della qualità e dell’affidabilità del suo know-how.
Lo scenario della Settimana delle Marche è stato ulteriormente impreziosito da arazzi contemporanei che reinterpretavano la tradizione tessile italiana attraverso lo sguardo di progettisti di fama internazionale come Yuko Nagayama, Kengo Kuma, Tomo Ara e Migliore+Servetto. Le loro opere traducevano il linguaggio dell’arazzo in chiave contemporanea, trasformandolo in superficie narrativa e architettonica, capace di fondere arte, design e ricerca materica.
Accanto agli arazzi, suggestivi Byōbu (tradizionali divisori giapponesi) ridisegnati in chiave contemporanea dall’architetto Matteo Belfiore, completavano l’allestimento. L’insieme di questi elementi creava un dialogo visivo raffinato tra cultura italiana e giapponese, tra verticalità rinascimentale e leggerezza orientale, incarnando perfettamente lo spirito di Expo.
Nell’ambito della Settimana delle Marche si è sviluppato il progetto “ARS: Tradition and Innovation”, un percorso culturale volto a raccontare l’evoluzione del saper fare marchigiano. Il termine “ars” richiama l’idea di arte come competenza tecnica e creativa insieme: una sintesi tra manualità, ingegno e innovazione.
i-Mesh si è inserito pienamente in questa narrazione, dimostrando come il tessuto, elemento simbolico della tradizione manifatturiera italiana, possa diventare materiale ad alta tecnologia, capace di dialogare con l’architettura contemporanea. L’azienda rappresenta infatti un modello in cui ricerca, sostenibilità e personalizzazione si fondono, proiettando la tradizione verso nuove applicazioni e mercati globali.
Momento culminante della presenza di i-Mesh è stata la masterclass che ha visto come relatori Alberto Fiorenzi e Salvator-John A. Liotta, figura di riferimento nel panorama architettonico internazionale e profondo conoscitore del dialogo tra cultura progettuale italiana e giapponese.
L’incontro si è configurato come un vero e proprio laboratorio di idee, in cui impresa e architettura hanno dialogato apertamente davanti a un pubblico qualificato composto da professionisti, stakeholder e visitatori di Expo. Fiorenzi ha illustrato il percorso di crescita di i-Mesh, soffermandosi sulla collaborazione con il team di progettazione del Padiglione Italia e sull’importanza della ricerca sui materiali come leva competitiva. Ha evidenziato come l’innovazione non sia un atto isolato, ma un processo continuo che coinvolge competenze tecniche, investimenti e visione strategica.
Accanto a lui, Salvator John Liotta ha offerto una riflessione sul ruolo dei materiali avanzati nell’architettura contemporanea, sottolineando come superfici tessili tecnologiche possano contribuire non solo all’estetica, ma anche alle performance ambientali e alla sostenibilità degli edifici.
La masterclass è stata arricchita dalle interviste e dagli interventi di tre architetti giapponesi di grande rilievo: Jiro Endo, Yuko Nagayama e Taichi Kuma. Le loro testimonianze hanno ampliato il confronto, offrendo punti di vista differenti sull’uso dei materiali innovativi e sul dialogo tra tradizione e sperimentazione nel contesto asiatico.
Attraverso domande e riflessioni condivise, è emerso un tema comune: la necessità di un approccio integrato in cui progettisti e aziende collaborino fin dalle prime fasi concettuali. I materiali non sono elementi neutri, ma strumenti narrativi e performativi capaci di influenzare la qualità dello spazio e l’esperienza di chi vive lo spazio.
La presenza alla Settimana delle Marche presso il Padiglione Italia ha quindi rappresentato per i-Mesh molto più di una semplice partecipazione fieristica. L’azienda si è affermata come emblema di un territorio che sa coniugare artigianalità e tecnologia, radicamento locale e apertura globale.
Il fatto che il suo tessuto sia stato scelto da Mario Cucinella per un Padiglione ispirato alla “Città Ideale” rinascimentale assume un valore simbolico: dimostra che l’eccellenza marchigiana può contribuire a costruire visioni architettoniche di respiro internazionale. Attraverso il progetto “ARS: Tradition and Innovation” e la masterclass con Alberto Fiorenzi e Salvator John Liotta, arricchita dagli interventi di Jiro Endo, Yuko Nagayama e Taichi Kuma, i-Mesh ha raccontato una storia di innovazione consapevole, di dialogo interculturale e di futuro condiviso.











